Leone XIV lo aveva annunciato a febbraio quando aveva nominato i quattro nuovi vescovi ausiliari di Roma: avrebbe istituito un gruppo di lavoro per rivedere la Costituzione apostolica In Ecclesiarum communione voluta da papa Francesco nel 2023 per riordinare il vicariato di Roma.

Obiettivo del progetto: «verificare l’adeguatezza alle attuali esigenze pastorali» e «favorire un più efficace servizio alla missione ecclesiale».

La nuova riforma della diocesi di cui il Papa è vescovo porta la data del 24 giugno 2026, solennità della Natività di san Giovanni Battista, ed è contenuta nel motu proprio Confirma fratres tuos .

Un riassetto da cui esce rafforzato il ruolo del cardinale vicario rispetto alle modifiche del precedente pontificato, che introduce la figura del “moderatore di Curia”, che ridimensiona le funzioni del vicegerente, che ridefinisce le prerogative dei vescovi ausiliari che possono esercitare il loro ministero sia in un settore territoriale, sia in un ambito pastorale o amministrativo, che alleggerisce le procedure per la nomina di parroci e viceparroci, che interviene sul Consiglio episcopale riducendone il peso e persino sull’Opera Romana Pellegrinaggi valorizzandone l’autonomia.