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Un motu proprio del nuovo Papa abroga la norma che imponeva un cardinale come presidente della Commissione di Città del Vaticano. Da marzo scorso, nonostante la regola, al comando c'è una suora

Tra le priorità che erano emerse nelle congregazioni generali prima del conclave aveva trovato spazio anche la richiesta di mettere ordine al caos normativo che spesso si era venuto a creare negli ultimi anni del precedente pontificato. Una missione che Leone XIV, da canonista, sta provando a portare a compimento. Un'ultima prova di ciò è il motu proprio di cui si ha avuto notizia venerdì e mediante il quale Prevost ha modificato un articolo della Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano. Un piccolo cambiamento ma decisivo per riparare ad una lacuna di cui si è parlato per mesi all'interno delle Sacre Mura.

L'intervento di Leone XIV ha disposto che la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano possa essere composta da cardinali ma anche "da altri membri", presidente compreso. È una novità formale ma non sostanziale. La questione ha origine il 19 gennaio 2025 quando Francesco, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, annunciò a sorpresa l'intenzione di nominare suor Raffaella Petrini a capo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e dunque presidente della Pontificia Commissione.