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Il cardinale Angelo Bagnasco rievoca la visita negata alla Sapienza. Domani parla Leone
Domani mattina Leone XIV è atteso alla Sapienza di Roma dove terrà un discorso nell'Aula Magna. Rivedere un Papa nell'ateneo romano riporta inevitabilmente al gennaio 2008, quando una lettera firmata da 67 professori e l'annunciata mobilitazione degli studenti più politicizzati fece saltare l'arrivo di Benedetto XVI all'inaugurazione accademica. Non tutti ricordano, però, la figuraccia fatta all'epoca dal governo Prodi che suggerì alla Santa Sede di rinunciare alla visita per il clima di protesta, addirittura proponendo di inventare un malanno «diplomatico» del Papa per non dare all'opinione pubblica l'idea di un'incapacità delle autorità a garantire l'ordine pubblico. Una scappatoia rifiutata sdegnosamente dal Vaticano che era stato convinto al passo indietro solo per evitare incidenti. Ne nacque uno scontro tra Palazzo Chigi e la Conferenza episcopale italiana, allora guidata dal cardinale Angelo Bagnasco. E proprio a lui abbiamo chiesto di commentare la visita di Prevost e il precedente della censura ai danni di Ratzinger.









