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19 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:03
Come sta cambiando la Curia romana dopo appena sei mesi di pontificato di Leone XIV? La domanda, più che legittima, non alberga soltanto nelle menti degli osservatori vaticani, molti dei quali ancora non hanno rimosso il modus operandi bergogliano che inevitabilmente li induce in ragionamenti radicalmente errati. È all’interno dei sacri palazzi che c’è molta curiosità, ma soprattutto tanta ansia, nel tentativo di prevedere le mosse del matematico ed enigmatico Prevost. Mentre, infatti, nei precedenti dodici anni di pontificato, da Casa Santa Marta, la residenza papale, le informazioni filtravano sia in entrata che in uscita, anche anticipando i provvedimenti più dirompenti di Francesco e così testando le reazioni della Curia romana, costituzionalmente chiusa a catenaccio con qualsiasi Pontefice, adesso nessuno riesce più a prevedere le mosse di Leone XIV. Le sue prime decisioni e le sue primissime nomine, però, rivelano molto del suo stile di governo. Un uomo che ascolta tutti, che non anticipa le sue soluzioni ai problemi che gli vengono posti e che non spoilera le sue nomine, come, invece, faceva Bergoglio, ma che poi decide da solo, dopo una lunghissima meditazione, ma con una fermezza unica.






