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18 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:30
Il pontificato di Prevost comincia adesso. Chiusa la Porta Santa, e senza più la pletora degli appuntamenti giubilari, Leone XIV può dedicarsi ai grandi obiettivi del suo governo: il rilancio della curia nel suo ruolo di istituzione-guida di una realtà molto variegata comprendente un miliardo e quattrocento milioni di fedeli, la razionalizzazione delle riforme di papa Francesco, la ricucitura delle spaccature prodottesi durante la lunga guerra civile scatenata dagli ultraconservatori anti-Bergoglio, l’impegno a far sì che il cattolicesimo mantenga una capacità “attrattiva” (copyright Benedetto XIV) in un mondo in rapidissima trasformazione tecnologica, sociale e culturale.
Nei mesi passati Leone ha preso alcune decisioni importanti. Ha nominato a capo della commissione vaticana sugli abusi una personalità rigorosa come il vescovo Thibault Verny, già responsabile del medesimo organismo in Francia. Ha scelto come prefetto del dicastero dei Vescovi l’arcivescovo Filippo Iannone con una solida esperienza giuridica e gestionale: esprimendo la volontà di procedere con grande cura alla nomina dei futuri vescovi. Infine Prevost ha nominato suor Tiziana Merletti segretario del dicastero per i Religiosi (Istituti di vita consacrata), proseguendo la linea di Francesco: donne in funzioni apicali nella curia romana.






