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Gian Guido Vecchi

Oggi le nomine a Écône, la lettera di Leone: fermatevi. La replica: la Chiesa madre in difficoltà

Scisma lefebvriano, atto secondo. Questa mattina, a Écône, il villaggio svizzero nel Canton Vallese nel quale il vescovo tradizionalista Marcel Lefebvre fondò nel 1970 la Fraternità San Pio X, i suoi seguaci consacreranno quattro nuovi vescovi contro la volontà del Papa: un gesto per il quale è prevista e inevitabile la scomunica «latae sententiae», ovvero automatica. La decisione dei lefebvriani era annunciata da febbraio, intanto il nuovo «percorso di dialogo» offerto dalla Santa Sede è stato rimandato al mittente. Così ieri mattina Leone XIV ha inviato una lettera al superiore e i membri della Fraternità per esortarli in extremis a fermarsi: «Colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!». Il Papa avverte: «Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione».

Il superiore lefebvriano, don Davide Pagliarani, ha risposto che la Fraternità vuole servire la Chiesa come si serve «una Madre in difficoltà che ha bisogno di un aiuto particolare», e ha chiesto al Papa un «gesto di comprensione» e «di prendere il tempo necessario: non è troppo tardi».