Da un lato l’appello di Papa Leone XIV a fermarsi, dall’altro la volontà dei lefebvriani ad andare avanti sulla strada delle ordinazioni episcopali che dovrebbero tenersi domani a Ecône, in Svizzera. All’orizzonte uno scisma, un nuovo strappo a 38 anni di distanza dalla prima volta. Protagonisti di queste ore sono gli appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X: 720 sacerdoti, circa 700 chiese, e quasi mezzo milione di fedeli in tutto il mondo. Prevost ha indirizzato al superiore dei Lefebvriani, il reverendo Don Davide Pagliarani, una lettera. Scritta il 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo ma è stata diffusa oggi dalla Sala stampa della Santa sede. “Colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”.
Leone aggiunge poi che “con animo paterno desidero rivolgermi a Lei – cioè a don Pagliarani – e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato – prosegue – l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”. E ancora: “Prego per voi – conclude il Papa – perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”.










