<p>Per la prima volta dall’inizio della guerra, il Cremlino ammette apertamente di valutare l’<strong>importazione di prodotti petroliferi</strong> per far fronte alla crescente <strong>carenza di carburanti </strong>provocata dagli <a href="https://www.milanofinanza.it/news/mosca-sotto-attacco-decine-di-droni-ucraini-colpiscono-la-capitale-chiusi-tutti-gli-aeroporti-in-fiamme-202606181244547215">attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe. </a>A confermarlo oggi, 30 giugno, è stato il portavoce <strong>Dmitry Peskov, </strong>spiegando che sono in corso contatti per <strong>eventuali forniture dall’estero</strong> qualora fosse possibile raggiungere accordi a «prezzi accettabili». </p> <p> </p> <p>Secondo Peskov, il ricorso alle importazioni rappresenterebbe «un’ulteriore misura per <strong>stabilizzare il mercato</strong>» e contenere la <strong>domanda speculativa</strong> che si è sviluppata nelle ultime settimane. </p> <h2>I raid ucraini mettono sotto pressione il sistema energetico</h2> <p>Una decisione, questa, che arriva mentre l’Ucraina intensifica la campagna di <strong>attacchi con droni</strong> contro raffinerie, depositi e terminal petroliferi russi, con l’obiettivo di ridurre le risorse economiche utilizzate da Mosca per finanziare la guerra. </p> <p>Negli ultimi giorni sono state colpite almeno due raffinerie.
La Russia cerca carburante all’estero: il Cremlino ammette le difficoltà dopo gli attacchi ucraini | MilanoFinanza News
Mosca starebbe valutando una mossa senza precedenti: l’importazione di prodotti petroliferi per stabilizzare il mercato interno. I raid di Kiev sulle raffinerie riducono la produzione, frenano le esportazioni e mettono sotto pressione il sistema energetico russo













