HomeArezzoCronacaOperazione Donati al palo. L’unanimità preventiva dietro il sì all’offerta FdIPerché è naufragato l’accordo nazionale per allargare al centro la l’alleanza. Tutti i voti della coalizione come condizione. Mattesini: "Non potevamo garantirli".Marco Donati Il consigliere comunale civico che al primo turno ha preso il 20% si è sfilato dalla corsa alla presidenzaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCosì tra questa immensità s’annega il pensier leopardiano: e il naufragar dell’operazione Donati presidente del consiglio comunale tanto dolce non è stato, tutto sommato. Dato che il prezzo richiesto era di per sé piuttosto salato: il tappeto rosso dell’unanimità. Politicamente impossibile e impensabile alla luce delle ruggini del civico col centrosinistra e delle recalcitranze nel centrodestra, sponda Fare e non solo.
Perché dietro il tentativo dissoltosi nell’etere della maggioranza di allargare al centro il perimetro di collaborazione in aula c’è una verità non detta oltre che incontrovertibile: a Donati, per diventare il "presidente di tutti", mancavano i voti. Punto. Tanto al primo quanto al secondo scrutinio. L’ex Pd si rammarica a microfono acceso, appresa la virata FdI su Lucacci: "Questa vicenda lascia l’amaro in bocca. C’era l’occasione di costruire un consiglio comunale diverso", ammette. Dopo aver puntato il dito contro i meloniani per il metodo comunicativo scelto. Ribadendo pure, anche a "chi ha pensato diversamente", che a monte non "c’era nessun tipo di operazione politica".







