HomeArezzoCronacaDonati-FdI Sirene romanePresidenza al civico per Fratelli d’Italia. Ma mister 20% sfugge e prende tempo. .Il leader della coalizione civica Scelgo Arezzo Marco Donati: 20% al primo turnoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Francesco Ingardia

"Chi si aspetta un consigliere che “pigia i tasti” perché “bisogna votare”, rimarrà deluso. Sosterrò sempre il sindaco Comanducci, ma studierò ogni singolo atto e voterò secondo coscienza, non per partito preso". Il forzista Scapecchi, certamente, non si riferiva al trend che agita l’inner circle della politica aretina: la presidenza del consiglio comunale a Marco Donati coi voti del centrodestra e per grazia concessa da Fratelli d’Italia. Ma quantomeno cristallizza un assioma di fondo: un conto è l’esecutivo, un conto è il legislativo. Un conto è l’operato della giunta, un conto è il vaglio e la ratifica degli indirizzi amministrativi bollinati dal parlamentino.

Anche per il tramite dello scrutinio segreto, il corollario diabolico del "voto per coscienza" oltre gli steccati partitici. Come del resto sansisce l’articolo 46 dello statuto comunale per la presidenza. L’elezione prevede alla prima chiama un quorum rafforzato dei 2/3 dei consiglieri (22 voti su 32) e una maggioranza relativa alla seconda votazione. A Donati basterebbero 17 voti per vestire la casacca d’arbitro super partes. Franchi tiratori permettendo. Difficile ipotizzare uno strappo politico alla prima seduta. Ma nel centrodestra, sponda FdI e FI, aleggia una patina di stordimento. E di metabolizzazione rispetto alla strategia romana che i meloniani stanno mettendo a terra dalle retrovie. "Quel ruolo spetta a FdI", ha certificato il sindaco.