HomeArezzoCronacaPresidenza a Donati, il muro di Fare. Maggioranza appesa al pallottoliereL’accordo nazionale (anti Vannacci) tra FdI e l’ex Pd non va giù ai civici: i numeri e franchi tiratori in posizioneL’accordo nazionale (anti Vannacci) tra FdI e l’ex Pd non va giù ai civici: i numeri e franchi tiratori in posizioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Lucia Bigozzi e Francesco Ingardia
L’allunaggio di Marco Donati alla presidenza del consiglio comunale coi voti del centrodestra è appesa al filo sottilissimo dell’aritmetica. E delle trappole dei franchi tiratori nel segreto dell’urna. Il civico ex Pd conosce a menadito la macchina di Palazzo Cavallo e lo statuto che impone una maggioranza rafforzata alla prima chiama (22 voti) e una relativa alla seconda (17). Ma suda freddo. Altrimenti non si spiegano le chiamate a nastro di queste ore a pontieri ed emissari della maggioranza per "verificare" se nel taschino già possiede i numeri per cantar vittoria. Sarebbe esagerato parlare di 5.796 motivi per cui l’operazione architettata da Roma, sponda FdI, potrebbe andare storta. Quella cifra, casomai, sarebbe l’indennità di carica riconosciuta al più alto rappresentante consiliare dopo il ritocchino all’insù alla Bassanini del ’99 (D’Alema premier e lira in auge) deciso dal governo Draghi nel ’22.







