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Messina continua a rimanere maglia nera per l’occupazione e lo sviluppo. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Banca d’Italia sull’economia siciliana e dall’Istat per il lavoro, nella provincia di Messina si registra uno dei tassi di occupazione più bassi, appena il 37,9 per cento, nonostante l’enorme potenziale di cui dispone. «È un quadro che da tempo denunciamo – afferma la Cgil Messina –. Da un lato c’è una provincia che vede crescere il risparmio delle famiglie, un tessuto universitario di qualità e un patrimonio economico che potrebbe rappresentare il motore di sviluppo, ma dall’altro lato questi capitali non si trasformano in investimenti produttivi, innovazione e occupazione. Negli ultimi anni, si sono persi migliaia di posti di lavoro e cresce il numero di persone rassegnate che rinunciano perfino a cercare un lavoro. A questo si aggiungono precarietà, part-time involontario, salari bassi e una continua emigrazione dei giovani».
L’analisi sui dati forniti evidenzia inoltre un rallentamento degli investimenti pubblici, la riduzione del credito alle imprese, ritardi infrastrutturali, carovita e l’incapacità di trasformare il risparmio privato in sviluppo del territorio.











