La Sicilia occupa il terzo posto in Italia per incidenza del lavoro sommerso sul valore aggiunto regionale, preceduta soltanto da Calabria e Campania. Secondo l'ultimo rapporto dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, l'Isola si conferma tra le regioni italiane più esposte al fenomeno del lavoro nero e dell'economia sommersa. Gli occupati irregolari sono stimati in 221.200, pari al 14% del totale degli occupati, una quota ben superiore alla media nazionale che si attesta al 10%.Secondo l'analisi basata sui dati Istat relativi al 2023, il valore aggiunto prodotto dal lavoro irregolare nell'Isola raggiunge i 6,134 miliardi di euro, pari al 6,4% dell'intera ricchezza regionale. Un dato che supera nettamente la media italiana, ferma al 4%.A livello nazionale il lavoro nero genera un volume d'affari superiore ai 77 miliardi di euro l'anno e coinvolge oltre 2,6 milioni di persone. Più di un terzo di questa economia sommersa si concentra nel Mezzogiorno, dove opera il 37,5% degli occupati irregolari italiani.Il rapporto evidenzia come il fenomeno non riguardi più soltanto le regioni meridionali, ma sia ormai diffuso in tutto il Paese. Restano tuttavia particolarmente esposte le aree del Sud, dove il tasso di irregolarità raggiunge livelli significativamente più elevati. In Sicilia, così come in Calabria e Campania, il lavoro sommerso continua a rappresentare una delle principali criticità del mercato occupazionale. Sul fronte dei settori maggiormente interessati, i dati nazionali indicano in testa i servizi domestici, con quasi un lavoratore su due impiegato irregolarmente tra colf e badanti. Seguono agricoltura, attività artistiche e di intrattenimento, alloggio e ristorazione, comparti nei quali il rischio di lavoro nero e sfruttamento rimane particolarmente elevato.La Cgia richiama inoltre l'attenzione sul fenomeno del caporalato, che continua a colpire soprattutto l'agricoltura ma che negli ultimi anni si è esteso anche alla logistica, all'assistenza domiciliare e alle piattaforme digitali, dando origine a nuove forme di sfruttamento definite «caporalato digitale».Il quadro nazionale
Lavoro nero, Sicilia sul podio nazionale: 221 mila irregolari e giro d'affari da 6 miliardi
Il rapporto della Cgia di Mestre sul lavoro sommerso in Italia. Ecco dove il fenomeno è più diffuso











