Nei controlli del Nil su ristorazione, edilizia, agricoltura e commercio, 57 aziende su 68 trovate irregolari. Scoperti 48 lavoratori in nero, violazioni penali sulla sicurezza e impianti di videosorveglianza installati senza autorizzazioni
Sicurezza del lavoro e contrasto al lavoro sommerso: 40% dei lavoratori in nero; 6 sospensioni dell’attività imprenditoriale, 165 mila euro tra ammende e sanzioni all’esito dei controlli dei Carabinieri del Nil. È questo il bilancio della campagna condotta dall’inizio dell’anno dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (Nil) di Crotone, con il supporto dei Reparti dell’Arma territoriale, sulle attività imprenditoriali della Provincia.
Un quadro di “attenzione”
I dati raccolti nei primi mesi del 2026 restituiscono un quadro di attenzione: su 68 accessi ispettivi effettuati nei settori della ristorazione, dei servizi di alloggio, dell’edilizia, dell’agricoltura e del commercio, 57 si sono conclusi con esito irregolare. Il dato più critico riguarda l’impiego di manodopera. Su 120 posizioni lavorative passate al setaccio dai militari, 48 sono risultate totalmente “in nero”, con lavoratori cioè privi di qualsiasi tutela assicurativa, previdenziale e contrattuale con conseguente applicazione della sospensione dell’attività imprenditoriale a carico di 6 imprenditori e l’irrogazione della maxi sanzione pari a 3.900,00 euro per ciascun dipendente e della sanzione amministrativa di 52.323,50 Euro.












