Il Prodotto interno lordo della Sicilia è aumentato del 9,3% tra il 2019 e il 2024, a fronte di un incremento nazionale del 5,3%. Lo attestano le elaborazioni della società di consulenza Teha Group, presentate ieri a Palermo dal managing partner Valerio De Molli al presidente della Regione, Renato Schifani.
Sempre secondo lo studio, il tasso di occupazione ha guadagnato 6,8 punti percentuali, il progresso più elevato tra tutte le regioni. Un ulteriore segnale favorevole, ha sottolineato De Molli, proviene dal consuntivo del bilancio regionale 2024: dopo dieci esercizi in disavanzo, la Sicilia ha invertito la rotta, chiudendo con un avanzo di 2,15 miliardi di euro.
Guardando al medio periodo, Teha stima che entro il 2030 l’Isola possa catalizzare oltre 126 miliardi di euro di investimenti, «pari a un terzo del totale mappato per il Sud Italia nell’ambito del progetto Verso Sud». Si tratta di una piattaforma pubblico-privata nata nel 2022 per ripensare il Mezzogiorno e trasformarlo in un hub di riferimento nel Mediterraneo.
Secondo le proiezioni, l’iniziativa potrebbe tradursi in un incremento degli occupati pari a 467 mila unità. Dalla nascita di Verso Sud, ricorda la società, si sono moltiplicate le iniziative imprenditoriali. Tra queste: Edison, con un progetto di pompaggio idroelettrico da 600 milioni; il Gruppo Msc, con 4 milioni per il nuovo terminal crocieristico di Messina; il Gruppo Arena, con un piano da 210 milioni, oltre ai 51 milioni investiti nel 2023 per potenziare la distribuzione organizzata; STMicroelectronics, con un programma da 5 miliardi (di cui 2 messi a disposizione dal ministero delle Imprese e del Made in Italy) e 2.700 nuove assunzioni per l’impianto di Catania, che si aggiungono ai 730 milioni già investiti.












