Firenze, 29 giugno 2026 – “La tecnologia è indispensabile, ma deve supportare il giudizio umano, non sostituirlo”. L'ultima relazione della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica ha evidenziato il crescente ricorso da parte dell'Amministrazione finanziaria all'incrocio delle banche dati e all'utilizzo di strumenti automatizzati per l'analisi dei rapporti finanziari dei contribuenti.
L'obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficace il contrasto all'evasione fiscale attraverso un numero sempre maggiore di controlli selezionati sulla base delle informazioni contenute nell'Archivio dei rapporti finanziari, alimentato dagli intermediari bancari e finanziari. Una prospettiva che, secondo molti professionisti, impone però una riflessione sul corretto equilibrio tra l'esigenza di combattere l'evasione e la necessità di evitare che l'automazione produca segnalazioni in serie prive di un'adeguata valutazione del contesto economico e delle specificità delle singole imprese.
Ne parla Alessandro Bettarini, ragioniere iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze e consigliere dell'Associazione Nazionale Commercialisti di Firenze.
Bettarini, la Corte dei Conti parla di un forte incremento dei controlli sui conti correnti. È una buona notizia nella lotta all'evasione?









