Il contrasto al sommersoIl Mef in commissione Finanze alla Camera: gli accertamenti sono cresciuti del 18% rispetto al 2024. Analisi dei dati per individuare i soggetti più a rischio. Rafforzamento del collegamento tra controllo e recupero del gettitodi Marco Mobili e Giovanni Parente1 luglio 20263' di letturaI punti chiaveLa selezione dei contribuenti a maggior rischio evasioneControlli sempre più miratiIl ruolo della selezioneIl presidio dell’evasioneIl pagamento degli avvisi bonari3' di letturaOltre 223mila accertamenti nel 2025 con un incremento del 18% rispetto all’anno prima (quasi 34mila in più), di cui oltre l’11% è riferito a soggetti titolari di partite Iva. A fornire nel dettaglio i numeri è il ministero dell’Economia, citando i dati contenuti nella relazione della Corte dei conti nel rendiconto generale dello Stato, in risposta a un question time in commissione Finanze alla Camera a un quesito presentato dal Movimento 5 Stelle (prima firmataria Enrica Alifano e letto da Angela Raffa). Una dinamica che, spiega la risposta letta dalla sottosegretaria Lucia Albano, conferma l’efficacia delle misure adottate e consente di prevedere il mantenimento dei livelli di attività ispettiva elevati anche negli anni successivi, a partire dal 2026».Domande di approfondimento generate da 24Ore AILa selezione dei contribuenti a maggior rischio evasioneLa risposta non guarda solo al recente passato ma traccia una traiettoria anche per il prossimo futuro, partendo dal presupposto che «l’esigenza di un rafforzamento dell’azione di contrasto rimane prioritaria nella strategia del Governo». In tale direzione, «nei prossimi anni sarà potenziato il sistema informativo della fiscalità e l’interoperabilità delle banche dati, anche attraverso l’impiego di strumenti di intelligenza artificiale». Naturalmente - come già più volte rimarcato dal direttore delle Entrate Vincenzo Carbone - non ci sarà mai nessun accertamento fatto con l’intelligenza artificiale, che sarà uno strumento a supporto delle donne e degli uomini dell’Agenzia. Quindi è e sarà sempre centrale la guida e la supervisione umana in tutto il procedimento di controllo.Controlli sempre più miratiCome spiega la risposta del Mef, «saranno ulteriormente sviluppati i modelli di analisi del rischio di evasione e di frode, valorizzando l’utilizzo di tecniche avanzate di data analysis, al fine di migliorare la capacità di individuazione dei fenomeni a maggiore criticità e di rendere i controlli più mirati ed efficaci, riducendo al contempo l’invasività nei confronti dei contribuenti e il rischio di individuazione di fattispecie non rilevanti». Non solo perché sarà rafforzato il collegamento tra attività di controllo e recupero del gettito, al fine di incrementare l’effettiva capacità di riscossione e massimizzare l’impatto complessivo dell’azione amministrativa.Il ruolo della selezioneCon riferimento al rapporto tra numero di controlli e totale delle partite Iva, l’agenzia delle Entrate, negli ultimi anni, «ha orientato il proprio impegno - chiarisce la risposta del Mef - verso una selezione sempre più mirata dei contribuenti caratterizzati da elevati indicatori di rischio, anche grazie all’implementazione di strumenti avanzati di analisi dei dati». Questo approccio «consente di rafforzare, in maniera mirata, l’azione di contrasto all’evasione fiscale, aumentando l’efficacia degli accertamenti e riducendo l’impatto sui contribuenti che presentano comportamenti fiscali regolari». Infatti, sottolinea sempre l’Economia, «un’efficace azione di contrasto all’evasione, infatti, deve massimizzare il rischio di controllo per i soggetti che presentano elementi sintomatici della violazione della normativa tributaria, minimizzando, al contempo, la probabilità di sottoporre ad attività istruttoria coloro che hanno correttamente adempiuto ai propri obblighi, poiché ciò si risolverebbe in un inutile dispendio di risorse pubbliche».Il presidio dell’evasioneInoltre, chiarisce ancora l’Economia, «per determinare il tasso di presidio dei fenomeni evasivi, non appare sufficiente dividere il numero dei controlli per la platea di riferimento, poiché ciò sarebbe corretto solo qualora si supponesse che tutti i contribuenti presentino profili di rischio fiscale».
Fisco, boom di controlli nel 2025. Ecco come finiscono nel mirino gli evasori
Il Mef in commissione Finanze alla Camera: gli accertamenti sono cresciuti del 18% rispetto al 2024. Analisi dei dati per individuare i soggetti più a rischio. Rafforzamento del collegamento tra controllo e recupero del gettito










