di

Massimiliano Jattoni Dall’Asén

La Corte dei conti fotografa l'aumento dei controlli fiscali: accertati 16,46 miliardi di maggiore imposta e verifiche più mirate grazie all'incrocio delle banche dati

Il Fisco torna ad alzare il ritmo dei controlli. Dopo anni in cui la strategia dell'Agenzia delle Entrate ha puntato soprattutto sulla compliance, cioè sull'invito ai contribuenti a correggere spontaneamente errori e omissioni, i numeri mostrano un rafforzamento deciso anche dell'attività ispettiva tradizionale. A certificarlo è la Corte dei conti nella relazione sul giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato 2025, pubblicata il 24 giugno, che fotografa un'accelerazione delle verifiche fiscali e invita l'amministrazione finanziaria a intensificarle ulteriormente.

Il dato più evidente riguarda i controlli ordinari, vale a dire le verifiche mirate che consentono di individuare redditi non dichiarati, omissioni e comportamenti elusivi. Nel 2025 ne sono stati effettuati 223.647, il 18% in più rispetto all'anno precedente. Da queste attività sono emersi 16,46 miliardi di euro di maggiore imposta accertata, con un incremento dell'11,4%.