Il 26 giugno Libano, Israele e Stati Uniti hanno firmato l'accordo quadro che spiana la strada alla pace. Il fatto che si basi su presupposti quasi impossibili, però, non solo ne mina la credibilità, ma è probabile che si traduca in una istituzionalizzazione e normalizzazione dell’occupazione cui, in teoria, dovrebbe porre fine. O, peggio, aprire paradossalmente la strada all’opposto della pace, cioè a una nuova guerra

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