Alla luce anche di quanto accaduto dal 7 Ottobre in poi, l’Accordo quadro col Libano risulta della massima importanza. Sottintende la necessità comune, come già avvenuto per al Qaeda e Daesh, di combattere Hezbollah, Hamas e gli altri proxies dell’Iran. Teheran è una minaccia non soltanto per il Medio Oriente ma anche per gli equilibri della pace mondiale. La riflessione di Giulio Terzi
Il governo Meloni ha accolto con favore l’annuncio di un accordo quadro tra Libano e Israele, avvenuto grazie alla mediazione degli Stati Uniti. Palazzo Chigi, nel suo comunicato, ha sottolineato quanto sia fondamentale consolidare il cessate il fuoco tra i due paesi affinché si possano realmente creare le condizioni per una pace duratura che veda affermate la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e – al tempo stesso – la sicurezza di Israele.
Si tratta di una svolta: è la prima volta che Beirut e Gerusalemme, sia pure implicitamente, si riconoscono, nelle loro legittimità statuali con un primo scambio di firme.
Quale prospettiva auspicare? Che sia un accordo come quelli già da decenni esistenti nella regione, pensiamo a quello tra Egitto e Giordania. Vi sono naturalmente delle ragioni per cui soltanto oggi e non venti o trent’anni fa l’accordo quadro tra Libano e Israele si è reso possibile. Principalmente per due ragioni fondamentali.










