Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo quadro che punta a favorire la stabilizzazione del confine meridionale. L'intesa, mediata dagli Stati Uniti, è stata definita dal segretario di Stato Marco Rubio "un primo passo" verso una pace duratura nella regione.Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha salutato l'accordo come "un colpo all'Iran", sottolineando come l'intesa rappresenti un indebolimento dell'influenza di Teheran nell'area. Dall'altra parte, il presidente libanese Joseph Aoun ha ribadito che "il popolo tornerà a casa sotto la sovranità del Libano" e che il Paese "non condivide con nessun altro l'autorità sul proprio territorio". Di segno opposto la posizione di Hezbollah, che ha respinto l'accordo giudicandolo inaccettabile poiché “mina la sovranità del Libano”.Parallelamente resta alta la tensione nel Golfo Persico. Nuovi attacchi attribuiti all'Iran contro alcune navi hanno riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio. Sul fronte diplomatico, intanto, i media arabi riferiscono che un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran dovrebbe tenersi a luglio in Qatar, nel tentativo di riaprire il dialogo e scongiurare una nuova escalation regionale.