È stato raggiunto a Washington un accordo tra Israele e Libano mediato dagli Stati Uniti che punta a raggiungere una pace di lungo periodo tra i due paesi. Per il Segretario di Stato, Marco Rubio, «è solo l'inizio, c’è ancora molto lavoro da fare» ha detto durante la cerimonia della firma. «Oggi abbiamo compiuto il primo passo. Il primo passo a volte è quello più difficile», ha aggiunto.
Il documento di 14 punti non è stato accolto dalla milizia sciita filoiraniana Hezbollah che ha protestato in piazza a Beirut. Il punto più controverso, secondo il gruppo, è il riconoscimento da parte del Libano dello stato di Israele. A firmare il documento sono stati i capi negoziali dei due paesi, ovvero gli ambasciatori di Libano e Israele negli Stati Uniti, rispettivamente Nada Hamadeh Mouawad e Yehiel Leiter.
L’ambasciatrice Hamadeh ha affermato che l'accordo quadro rappresenta «il primo passo sulla strada per ripristinare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano, garantendo una cessazione permanente e definitiva delle ostilità, consentendo al nostro popolo di tornare nella propria terra e permettendo a tutti i libanesi di vivere in pace, sicurezza e prosperità».
Ma cosa prevede l’accordo? Cessate il fuoco, riconoscimento della sovranità territoriali dei rispettivi stati, progressivo ritiro dell’Idf attraverso due zone pilota, completo disarmo di Hezbollah da parte dell’esercito libanese, e un processo di ricostruzione che coinvolge anche gli altri partner internazionali. Di seguito, nel dettaglio, tutti i punti dell’accordo.










