Libano, Israele e Stati Uniti hanno firmato a Washington un accordo quadro che, secondo i mediatori statunitensi, segna un primo passo verso un'intesa di pace complessiva tra Libano e Israele. La firma è avvenuta al Dipartimento di Stato, al termine di cinque round di negoziati mediati dall'amministrazione Trump. Il segretario di Stato Marco Rubio lo ha definito «l'inizio dell'inizio»; resta però fuori dall'intesa, e contrario, il movimento sciita filoiraniano Hezbollah.La firma a Washington e la mediazione di Rubio

La cerimonia si è svolta al Dipartimento di Stato alla presenza del segretario Rubio, dell'ambasciatrice del Libano a Washington Nada Hamadeh Moawad e dell'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter. Rubio ha presentato l'intesa come il primo passo, frutto della mediazione americana, verso una pace duratura tra i due Paesi, ribadendo che il futuro delle relazioni spetta ai due governi sovrani. L'ambasciatrice libanese ha definito i colloqui lunghi e difficili e ha parlato di un primo passo per ripristinare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e per consentire il rientro degli sfollati.Cosa prevede l'accordo quadro

Secondo quanto riferito, l'intesa prevede l'avvio di un ritiro parziale dell'esercito israeliano dal sud del Libano: le forze israeliane lascerebbero due aree all'interno della zona cuscinetto istituita lungo il confine, dove subentrerebbero le forze libanesi. Israele intende però mantenere i confini originari della fascia di sicurezza. L'accordo si inserisce in un percorso avviato con la cessazione delle ostilità dello scorso aprile e proseguito con i tavoli politico e militare; l'obiettivo dichiarato è un'intesa complessiva che garantisca il pieno riconoscimento reciproco della sovranità, la sicurezza lungo il confine, il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento dei gruppi armati non statali, con il sostegno degli Stati Uniti all'esercito libanese.Il nodo Hezbollah e i dubbi sull'attuazione