Con l’aumento delle ondate di calore – quella che sta attraversando l’Italia e l’Europa intera è da record, ma rappresenta solo l’inizio – cresce anche il ricorso all’aria condizionata: una risposta necessaria per proteggersi dalle temperature estreme, ma che rende più pesante la domanda di elettricità proprio nelle ore in cui la rete è maggiormente sotto pressione. Per sfuggire a questa morsa, oltre a soluzioni di adattamento climatico in città, ancora una volta la soluzione passa da una maggiore penetrazione degli impianti rinnovabili, compreso anche il piccolo pannello fotovoltaico a tetto.

A quantificarne il potenziale è il nuovo studio Synergies between climate mitigation and adaptation: the role of photovoltaics in meeting cooling demand in Italy, guidato dal Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc). I risultati mostrano che, nelle giornate estive più calde, le famiglie dotate di pannelli fotovoltaici sul tetto «riducono i prelievi dalla rete di circa il 68% rispetto a famiglie simili senza solare, alleggerendo la pressione sul sistema proprio nei momenti di massima domanda».

Lo studio stima che i cambiamenti climatici possano aumentare la domanda residenziale di elettricità per il raffrescamento di circa il 5% rispetto agli attuali consumi domestici complessivi. Se la diffusione del fotovoltaico residenziale crescerà in linea con gli obiettivi nazionali, passando da circa il 6% delle famiglie di oggi al 22-24% entro il 2050, l’energia prodotta sui tetti potrebbe compensare circa la metà di questo carico aggiuntivo legato al clima.