Le estati italiane saranno sempre più calde e i condizionatori sempre più indispensabili. Ma proprio nelle ore in cui milioni di persone accenderanno gli impianti per difendersi dalle ondate di calore, i pannelli fotovoltaici installati sui tetti delle abitazioni potrebbero diventare uno degli strumenti più efficaci per evitare picchi di domanda elettrica, ridurre la pressione sulla rete e contenere le bollette. È la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research: Energy e firmato dagli economisti Lucia Piazza, dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e Francesco Pietro Colelli, affiliato sia a Ca’ Foscari sia al Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC).
Il lavoro prova a quantificare un fenomeno destinato a diventare centrale nei prossimi decenni: quanto aumenteranno i consumi domestici per il raffrescamento delle abitazioni in un Paese che si riscalda rapidamente e in che misura la diffusione del fotovoltaico residenziale potrà compensare questa crescita. Per farlo, gli autori hanno integrato dati di consumo elettrico raccolti dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), statistiche sugli impianti del Gestore dei servizi energetici, proiezioni climatiche del programma internazionale CMIP6 e scenari di sviluppo del fotovoltaico elaborati da Terna.













