Un assistente virtuale capace di comprendere quando una persona sta attraversando un momento di difficoltà emotiva senza attendere che sia lei a chiedere supporto. È questo l'obiettivo di UbiMyTherapist, un progetto sviluppato dai ricercatori dell'Università di Ottawa che punta a sfruttare l'intelligenza artificiale multimodale e i dati raccolti dai dispositivi indossabili per offrire un supporto psicologico personalizzato anche al di fuori degli ambienti clinici.
A differenza dei tradizionali chatbot dedicati alla salute mentale, che richiedono un'interazione esplicita da parte dell'utente, UbiMyTherapist è stato progettato per operare sia in modalità reattiva, rispondendo alle richieste dell'utente, sia in modalità proattiva, rilevando segnali di possibile disagio e suggerendo un intervento prima che venga formulata una richiesta di aiuto.
Il sistema è compatibile con dispositivi di largo consumo come smartwatch, smartphone ed earbud, dai quali acquisisce informazioni utili a stimare lo stato emotivo della persona. Tra i parametri presi in considerazione figurano la variabilità della frequenza cardiaca, le caratteristiche del tono della voce e persino il contenuto dei messaggi scritti, combinati per ottenere una valutazione contestuale dello stato psicologico dell'utente.








