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Gabriella Greison

L'intervento della fisica Gabriella Greison contro i (troppi, e fallaci) luoghi comuni sul caldo: «Molti immaginano il riscaldamento globale come una specie di ascensore. Non funziona così. Non è il record di oggi a raccontare qualcosa, è il fatto che i record arrivino sempre più spesso»

Il caldo record di questi giorni ha riportato in scena una delle frasi più resistenti della storia recente. Resiste alle ondate di calore, ai dati, alle mappe, perfino al cugino che «ha fatto le sue ricerche». La frase è «anche quarant’anni fa faceva caldo». È una frase curiosa. Non perché sia falsa. In effetti è vera. Quarant’anni fa esistevano le estati torride. Esistevano i record. Esistevano perfino le grandinate improvvise e gli allagamenti. Il problema è un altro. È che questa frase sembra uscita da un manuale scolastico dell’Ottocento, mentre il clima è un problema che appartiene alla fisica del XXI secolo. Chi la pronuncia immagina il clima come un enorme termometro. Sale un po’, scende un po’. Ogni tanto fa caldo, ogni tanto fa freddo.

Se ieri è successo qualcosa di simile a oggi, allora oggi non c’è niente di nuovo. Peccato che il clima non sia un termometro, ma sia uno dei sistemi più complessi che conosciamo. Ed è proprio qui che il buon senso comincia a tradirci. E arrivano le frasi fatte, i luoghi comuni. Il grande classico: «Eh, ma d’estate ha sempre fatto caldo». Oppure suo cugino stretto: «Nel 1983 si stava peggio». E naturalmente il campione olimpico della categoria: «Una volta c’erano le mezze stagioni».