Quel che era impossibile solo qualche decennio fa oggi non solo è possibile, ma sta accadendo, ora. E non è una bella cosa, se parliamo di innalzamento delle temperature. L’Europa occidentale si trova a fare i conti con un’ondata di calore straordinaria che sta infrangendo i record storici del mese di giugno, registrando temperature comprese tra i 5 e i 12 gradi sopra la media stagionale. Questo fenomeno meteorologico estremo, che come spiegano i meteorologi è spinto da un persistente sistema di alta pressione che trasporta aria rovente dal Nord Africa, sta mettendo in luce la fragilità del continente europeo per via di un riscaldamento che corre a velocità doppia rispetto alla media globale. Di fatto, quello che fino a una cinquantina di anni fa dalle nostre parti era considerato un evento meteorologico del tutto impossibile da verificarsi, oggi sta tragicamente accadendo sotto i nostri occhi, sulla nostra pelle, trasformando le estati europee in una successione di emergenze climatiche.

Ma se tutto ciò non ha bisogno di essere letto da qualche parte perché lo stiamo vivendo giorno dopo giorno e perché chi ha una certa età non ha memoria di mesi di giugno così roventi, la notizia (che poi, volendo, per chi legge abiutualmente il nostro giornale non è poi del tutto una notizia) è un’altra: gli scienziati del gruppo World weather attribution confermano in un approfondito studio scientifico che la causa primaria di questa accelerazione senza precedenti dell’innalzamento delle temperature risiede nell’uso massiccio e prolungato dei combustibili fossili, che ha alterato profondamente il sistema climatico del pianeta.