Lunedì 22 giugno solo l'1,2 per cento della Terra rischia di essere stato più caldo del punto più caldo in Francia: il Sahara, i deserti occidentali degli Stati Uniti e il Medio Oriente. Lo ha fatto notare il meteorologo del Washington Post Ben Noll e questo dato restituisce l'eccezionalità statistica dell'ondata di calore in Europa occidentale, la seconda del 2026, e siamo solo a fine giugno.
L'Italia è rimasta ai margini, con le punte critiche nelle aree interne della Sardegna e in Pianura Padana, dove il problema sono le temperature notturne nelle città, che non scenderanno sotto i 26°C.
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La situazione peggiore però è in Francia e Regno Unito. Il caldo estremo sta colpendo territori con infrastrutture e abitazioni meno attrezzate a temperature prossime o superiori ai 40°C, in Regno Unito solo il 15 per cento delle case ha l'aria condizionata. In Francia il servizio meteo ha dato l'allerta rosso in 49 dipartimenti, sono state chiuse più di 800 scuole, le ferrovie hanno sconsigliato ai più vulnerabili di viaggiare in treno durante l'ondata di calore, perché non è possibile escludere treni fermi, e a lungo, su una rete così sotto stress.











