Anche se non è vero, il nuovo stato del clima sembra un film già visto, un video che abbiamo già scrollato. Così, quasi quotidianamente, davanti all’ennesimo traguardo negativo passiamo oltre e navighiamo in un regime di indifferenza climatica, di anestesia dai record. Nonostante la cura necessaria sia chiara (la lotta alle emissioni), la febbre del Pianeta non scende. Il 2024 è stato il più caldo di sempre e — come sottolineano i dati del Servizio satellitare europeo Climate Change di Copernicus — è stato il primo ad andare chiaramente oltre i famosi +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. La drammatica alluvione di Valencia ci ha rammentato cosa può accadere con l’aumento degli eventi estremi dovuto soprattutto alle emissioni derivanti dai combustibili fossili. Questa alterazione, relativa ai gas serra che pompiamo in atmosfera, contribuisce così a una tendenza che non si inverte mai: l’ultimo bollettino di Copernicus racconta per esempio che aprile 2025 è stato il 21° mese di caldo record (il secondo di sempre) degli ultimi 22. L’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e le nuove politiche statunitensi fatte di negazionismo, in un contesto in cui cresce il “relativismo” climatico e le politiche verdi (Green Deal compreso) sono ormai sempre più a ribasso, sembrano aver fatto uscire dai binari anche molti degli impegni della transizione energetica. Ma sorvolare sulla crisi climatica, come ricorda Carlo Buontempo, direttore del Climate service di Copernicus, non aiuta, perché “infilare la testa sotto la sabbia e ignorare il pericolo e le informazioni che ci arrivano non è una buona ricetta” ha spiegato in più occasioni ricordando che la temperatura nei prossimi dieci anni sarà più alta di quella degli ultimi dieci anni. In più nuovi studi spiegano come si stiano innescando cambiamenti irreversibili dei ghiacciai e dell’acqua di valle che stanno portando alla perdita della nostra risorsa più preziosa — l’acqua — e anche all’innalzamento dei livelli dei mari. Cambiamenti sui quali abbiamo poco tempo per intervenire. Dobbiamo dunque riportare scienza e clima al centro del dibattito.
Carlo Buontempo (Copernicus): “Quel caldo da record che non si può più ignorare”
La febbre del pianeta non diminuirà e il direttore del Climate service di Copernicus, ospite al Festival di Green&Blue il 5 giugno, avvisa: “Infilare la te…






