Un mondo che in un quarto di secolo è diventato irriconoscibile. Che ha cambiato temperatura e, nei grafici dei climatologi, colore: dal celeste del 2001 al paonazzo del 2025. Più dei dati e delle analisi fornite nel corso della presentazione alla stampa del rapporto Copernicus Global Climate Highlights 2025, colpisce la slide che mette in fila 25 planisferi (dal 2001 al 2025, appunto) che riportano “anomalie ed estremi nella temperatura dell'aria superficiale”: dove le temperature sono rimaste nella media (calcolata su periodo 1979-2020) il colore è bianco, dove ha fatto più freddo, molto più freddo o freddissimo, si va del celeste al blu, dove si sono registrare temperature più alte della media il Pianeta si macchia di rosa, ocra o bordeaux. Non c’è nulla che renda altrettanto esplicito il riscaldamento globale quanto questa sequenza di Terre sempre più rosse e febbricitanti. Specialmente negli ultimi tre anni: 2023, 2024, 2025. Ed è questa la “notizia” dell’edizione 2025 del report annuale di Copernicus, il progetto della Commissione europea per il monitoraggio del nostro Pianeta: l’anno che si è appena chiuso “è stato il terzo più caldo mai registrato, solo lievemente (di 0,01 °C) più freddo del 2023 e di 0,13 °C più freddo del 2024, l'anno più caldo mai registrato”.