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14 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:06
L’apparenza inganna. E anche se in queste ultime settimane, in molte aree del mondo si combatte contro il freddo e l’Italia non ha fatto eccezione, la verità è che gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati. La temperatura media globale del 2025, di 14,97°C, è stata la terza più alta mai registrata. Dunque lo scorso anno è stato solo lievemente (di 0,01 °C) più freddo del 2023 e di 0,13 °C più freddo del 2024, il più caldo di sempre. Ma soprattutto: le temperature globali degli ultimi tre anni (2023-2025) sono già state in media superiori di oltre 1,5 °C rispetto al livello preindustriale (1850-1900). È la prima volta che la media di un triennio supera quella soglia, anche se questo dato non rappresenta ancora il superamento del limite ‘a lungo termine’ imposto dall’Accordo di Parigi. Non ancora, appunto. Perché a pochi giorni dall’annuncio del ritiro degli Stati Uniti dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Unfccc), firmata nel 1992 a Rio e che conta tra i suoi membri tutti i paesi del mondo e dall’Ipcc, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, Copernicus racconta a suon di dati che il limite di 1,5 °C fissato dall’accordo di Parigi per il riscaldamento globale a lungo termine potrebbe essere raggiunto entro la fine di questo decennio. Dunque gli Stati Uniti annunciano di ‘abbandonare’ una nave che, però, non possono abbandonare. A tutto questo va aggiunto l’incalcolabile. I ghiacciai dei due poli, infatti, sono ai minimi storici, con tutto quello che comporta in termini di rischio di ‘tipping point’, ossia i punti di non ritorno che, se raggiunti, farebbero innescare cambiamenti rapidi e irreversibili.











