Turismo e San Gimignano, caldo o non caldo da boccheggiare, è sempre una costante. Anche con 40 gradi all’ombra, registrati ieri mattina intorno alle 12 in via San Matteo dal termometro informatico alla Farmacia Borsini: a dura prova perfino quel turismo mordi e fuggi con poche presenze in giro nello struscio sulle lastre del centro storico. Tutti rifugiati sotto gli ombrelloni refrigerati o seduti ai tavolini dei bar nelle piazze fra uno spritz e l’altro, un gelato o uno spuntino. All’ombra, poi si riparte. Infatti il caldo africano non ha fermato il solito turismo di passaggio per fare tappa e sosta di qualche ora sotto le torri fra gruppi di stranieri, famiglie con bambini e visitatori in autonomia. Dai parcheggi si segnala un leggero calo di auto (rispetto al 2025) fra le 1500-1800 in media ogni giorno. Per i gruppi arrivati in bus turismo sia dalle crociere al porto di Livorno, gli asiatici e altri da Firenze si sono fermati ogni giorno, sempre nella media, da 50 a novanta mezzi turistici. Senza contare i Suv degli Ncc. Caldo o non caldo. La flessione del turismo a San Gimignano non è motivata dal caldo africano che sembra avessero acceso un bracere che soffia dalle torri, ma dal ’mordi-e-fuggi’. Con le prenotazioni piuttosto a rilento, in flessione: "La crisi morde per la situazione ancora incerta nel Golfo Persico. Insomma la guerra", dicono preoccupati gli operatori del settore negli alberghi del centro storico.