Il leghista: "Sondaggi giù? Finirà come a Venezia". E alla festa di Azione c’è Forza Italia e non Avs Lupi
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Matteo Salvini «tenta» Giuseppe Cruciani. Intervistato ieri al convegno dei giovani della Lega a Milano Marittima proprio dal conduttore de «La Zanzara», la storica trasmissione di Radio 24, il leader della Lega lancia un sondaggio al pubblico: «Come lo vedete come sindaco di Milano?». La risposta dei giovani del Carroccio è forte e chiara: «Cru-cia-ni». E con questo, scherza, «abbiamo chiuso le primarie, chiamo Meloni e Tajani, abbiamo il candidato». Il giornalista si chiama fuori dal toto nomi che nel centrodestra è già affollato e conta il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, il sottosegretario di Forza Italia Matteo Perego di Cremnago proposto dal ministro FdI Crosetto, l'ex Fi Pietro Tatarella, il civico Antonio Civita, patron del «Panino Giusto» che si è messo a disposizione, idem il presidente dell'Ordine degli Avvocati Antonino La Lumia. Tajani corteggia Carlo Cottarelli per fare asse con Azione, è spuntato l'ex assessore della giunta Moratti Giovanni Terzi, sposato con Simona Ventura, i gazebo della Lega hanno incoronato lo stesso Salvini e la vicesegretaria Silvia Sardone e i leghisti spingono anche l'ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada. Secondo alcuni rumors, anche Letizia Moratti sarebbe tentata da un ritorno a Palazzo Marino e rimane nell'aria il nome dell'ex presidente di Assimpredil Regina De Albertis. Salvini si chiama fuori: «Fatemi dare una mano all'Italia ancora per qualche anno». E sollecitato sull'ipotesi Sardone risponde che tra i milanesi nella Lega i nomi non mancano, «Silvia è straordinaria, Alessandro Morelli è straordinario, idem Giuseppe Valditara, Claudio Borghi». A chi vede la partita già persa e parla di un centrosinistra già avanti di 10 punti il leader leghista risponde che «non sarà una passeggiata ma vedremo di applicare a Milano il modello Venezia, dove la sinistra secondo sondaggisti e analisti aveva già vinto e invece abbiamo eletto il nostro sindaco». Da giorni, non solo per Milano ma anche per le altre grandi città al voto nel 2027, da Roma a Bologna, Salvini lancia agli alleati l'ipotesi primarie: «La sinistra si chiude, noi dobbiamo aprire, coinvolgere, ascoltare e propongo le primarie per scegliere i sindaci in tutte le grandi città al voto. Se non c'è già un accordo, ascoltare i cittadini secondo me fa bene al centrodestra». Lupi scarta: «Le primarie servono solo a chi non ha le idee chiare. Noi, ci conto, le avremo molto presto». Apre invece l'ex sindaco Gabriele Albertini: «Bene ma al termine di un percorso. Prima farei dei gazebo, imitando quanto ha già fatto la Lega, ciascuno con il proprio elettorato, per poi fare una indagine demoscopica sui candidati. I dirigenti scelgano o un candidato o se fare le primarie». E non è la prima volta che boccia l'ipotesi Lupi: «Per me è perdente al 100%, se corre e vince mi faccio un trapianto di capelli». Ci sono tanti aspiranti secondo Albertini perchè «la considerano una ribalta di visibilità in vista delle Politiche, anche se perdono hanno qualche vantaggio, Lupi ad esempio è segretario di un partito che prese lo 0,9%». Frena anche il coordinatore regionale di Forza Italia Alessandro Sorte: «Non escludiamo niente, aperti a ogni strada, ma preferiremmo un accordo fra di noi, meglio se entro settembre».
















