La miccia è accesa. I mercati finanziari globali tremano tra euforia tecnologica e repentine cadute. Da una parte si registrano crolli improvvisi, come il recente tonfo a due cifre del Kospi sudcoreano. Dall'altra si assiste a rimbalzi speculari, come la decisa spinta rialzista del Nikkei giapponese. Al centro di questo disordine domina la narrazione dell'intelligenza artificiale, sostenuta da un eccesso di liquidità in cerca di rendimento. «Il fiammifero non sappiamo mai qual è, ma sappiamo che la tanica di benzina si sta riempiendo», avverte Donato Masciandaro, professore di Economia all'Università Bocconi ed esperto di politica monetaria e regolamentazione finanziaria. La storia economica mostra episodi simili, dove le esplosioni di ottimismo precedono risvegli traumatici. I listini azionari sono stati fibrillanti negli ultimi mesi. Cosa ci insegna la storia delle bolle finanziarie in merito a queste fasi di mercato? «La storia ci ha insegnato una dinamica che si ripete. Possiamo riassumere il meccanismo con una metafora visiva precisa: ci sono due rubinetti, una tanica di benzina e un fiammifero. I due rubinetti rappresentano le cause strutturali primarie, ovvero l'eccesso di liquidità e una regolamentazione inadatta. Quando questi flussi continuano a scorrere senza sosta, riempiono la tanica di carburante. Il sistema accumula un potenziale inespresso. Il fattore critico in ogni crisi è il fiammifero. Non sappiamo mai quale sarà l'evento scatenante, in quanto questo resta sconosciuto fino al momento dell'innesco. Le crisi maggiori nascono da questa specifica architettura. Oggi i rubinetti sono in azione: le banche centrali hanno mantenuto politiche espansive per anni e si nota una spinta pervasiva verso la deregolamentazione».
Masciandaro: “I mercati globali esposti a un crollo, dalle banche centrali serve più vigilanza”
L’economista della Bocconi: “Siamo in una fase delicata, intelligenza artificiale e credito privato possono creare una crisi. Non possiamo sapere quale sia il …
Masciandaro (Bocconi): eccesso di liquidità e deregolamentazione creano rischio sistemico, con AI alimentando aspettative non fondate. Per manager tech, un crollo finanziario impatterà investimenti AI e valutazioni startup; la stretta normativa aumenterà costi credito.














