Alcuni testimoni hanno parlato di una vera e propria ossessione nei confronti della donna, al punto che la comunità si era riunita per decidere il da farsi e allontanarlo. Il 43enne ancora in fuga

Dal sito ajkerpatrika.com

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

"Un uomo non muore da solo". Ancora: "Dovresti morire con i tuoi cari quando muori". Sul significato di queste parole, le ultime pubblicate sui social, potrà rispondere solo Hossain Shahadat, ricercato per avere sterminato una famiglia di suoi connazionali che da tempo viveva a Roma ed era ben inserita nella comunità. Al punto che, come raccontano oggi alcuni quotidiani, era stato proprio il padre Kamal Uddin, a trovargli un posto dove stare e un lavoro. Il 43enne è ancora in fuga: il suo volto è stato diffuso dalla squadra mobile di Roma insieme alle sue generalità. L'unico sopravvissuto alla strage è il figlio maggiore della coppia, un ventenne, rientrato a casa nel quartiere Casalotti insieme al padre. Erano stati fuori tutto il giorno, nella giornata caldissima di ieri: per racimolare qualche spiccio, aiutavano i passanti con i carrelli davanti ai supermercati della zona. Il giovane si sta ancora riprendendo dalle ferite riportate e dal trauma. Si è ritrovato davanti i corpi dilaniati di Hosnen Janan, 38 anni, e della piccola Islam Arowa, di appena otto anni, mentre il killer stava cercando di nascondere le tracce del delitto. Suo padre avrebbe a quel punto provato a salvarle e a difendersi, ma per lui non c'è stato nulla da fare: contro di lui si è scagliato come una furia Hossain, colpendolo a morte con la mannaia ancora insaguinata. Poi ha provato a finire anche il 20enne, che è fuggito con il killer alle spalle fino all'ingresso del palazzo, lasciando dietro di sé una scia di sangue e impronte insanguinato.