di
Rinaldo Frignani
Uccisi madre, padre e figlia di 8 anni del Bangladesh: grave il primogenito. Ricercato un connazionale. L’ipotesi: respinto dalla donna, si sarebbe vendicato
«Un uomo non muore da solo. Dovresti morire con i tuoi cari. Così nessuno deve soffrire per nessuno». Shahadat Hossain, 43 anni, nato in Bangladesh, richiedente asilo in attesa di ricevere il permesso di soggiorno dalla Questura di Frosinone, lo ha scritto sul suo profilo Facebook prima della strage, per la quale è accusato, di una famiglia di connazionali per i quali era ormai diventato una scomoda presenza in casa. E solo il giorno precedente aveva esultato, sempre sui social, perché Neymar era tornato in campo ai Mondiali americani con la nazionale brasiliana di calcio. Adesso è ricercato dappertutto dalla polizia, non solo a Roma, ma anche in altre città dove potrebbe essersi rifugiato da qualche conoscente.
Nella serata di venerdì Hossain — disoccupato dopo aver, per qualche settimana, raccolto mance fuori da un supermercato di Casalotti, alla periferia ovest della Capitale, aiutando chi portava la spesa — è stato visto fuggire alle 22 dalla palazzina di via Montiglio dove erano stati appena uccisi a colpi di mannaia la piccola Islam Arowa, 8 anni, e i suoi genitori, Kamal Uddin Babul e Jahan Hosne Momotay, di 39 e 38 anni.











