«Un uomo non muore da solo. Dovresti morire con i tuoi cari. Così nessuno deve soffrire per nessuno». Lo ha scritto su Facebook Shahadat Hossain, 43 anni, nato in Bangladesh, richiedente asilo in attesa di ricevere il permesso di soggiorno dalla Questura di Frosinone. Un post pubblicato prima della strage per cui è accusato ed è ricercato. Il killer avrebbe le ore contate, la Polizia ha diffuso una foto per facilitare le ricerche.

Venerdì sera il 43enne è stato visto fuggire a piedi dalla palazzina di via Montiglio teatro della strage, dove poco prima erano stati uccisi a colpi di mannaia Islam Arowa, 8 anni, e i suoi genitori, Kamal Uddin Babul e Jahan Hosne Momotay, di 39 e 38 anni. L'unico a scampare alla mattanza è stato il figlio ventenne della coppia. Ha combattuto con l'aggressore che si è scagliato anche contro di lui prima di fuggire. Il ragazzo è sceso in strada a chiedere aiuto e ora ricoverato in prognosi riservata al policlinico Gemelli con traumi diffusi in varie parti del corpo e uno importante al cranio.

La strage sarebbe avvenuta in due fasi. Inizialmente Hossain è andato, come succedeva ormai quasi ogni giorno, nell’appartamento di via Montiglio e avrebbe cercato un approccio con la moglie di Kamal, venendo respinto. Quindi per vendicarsi avrebbe preso la mannaia uccidendo la donna e sua figlia, senza che le due abbiano avuto tempo di gridare per chiedere aiuto.