Un post pubblicato il giorno prima della strage di Casalotti dal presunto killer: “Una persona deve morire insieme ai propri cari per non farli soffrire”.

A sinistra Shahadat Hossain, a destra l’ultimo post.

"Quando si muore, si dovrebbero portare con sé i propri cari". Questo si legge nell'ultimo post pubblicato dall'uomo ricercato dalle autorità per la strage di Casalotti, ritenuto dagli inquirenti essere l'assassino di padre, Kamal Uddin, la madre Jahan Momotaj e la piccola Alowa. A meno di 24 ore da quando è stato commesso il delitto, gli inquirenti hanno diffuso nome e foto dell'uomo ricercato: si tratta del quarantatreenne Shahadat Hossain. Il giorno precedente, invece, stando al suo profilo Facebook, avrebbe condiviso un post che si è rivelato quantomeno profetico.

Il posto sui social network: "Devi morire con i tuoi cari" "Una persona non muore da sola; muore lasciando che anche qualcun altro muoia. Pertanto, quando si muore, si dovrebbero portare con sé i propri cari. In questo modo, nessuno dovrà soffrire". Questo è il testo dell'ultimo post pubblicato su Facebook da Shahadat Hossain, presunto autore del triplice delitto di Casalotti che ha sconvolto la comunità bengalese romana. E lui, Hossain, avrebbe onorato quanto detto, sterminando un'intera famiglia. Unico sopravvissuto alla mattanza, avvenuta fra le 20.30 e le 21 in via Montiglio ieri sera, sabato 27 giugno 2026, il figlio maggiore, trasportato d'urgenza la pronto soccorso per le ferite riportate. Le indagini in corso: il movente e l'arma del delitto Ancora in corso le indagini per cercare di ricostruire cosa abbia portato l'uomo alla strage: prima di essere trasferito in ospedale il giovane avrebbe detto che ad uccidere i suoi familiari sarebbe stato l'uomo e che lo conoscevano. Secondo le prime ipotesi, il movente più accreditato sembra essere quello secondo il quale il quarantatreenne avrebbe molestato la donna. Ma gli accertamenti sono ancora in corso. Nel corso dei sopralluoghi in casa è stata ritrovata l'arma del delitto, una mannaia.