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Rinaldo Frignani

Il 43enne bengalese viene braccato dalla polizia in tutto il Lazio e anche fuori. La comunità bengalese gli ha fatto terra bruciata intorno. Da sei mesi frequentava la casa delle vittime, ma abitava nella strada parallela

La moglie a Londra. Con i figli. Lui a Roma da sei mesi. Con un’ossessione per una donna già legata a un altro. Un suo connazionale, un «collega di lavoro» come aiuto clienti fuori dai supermercati di Casalotti. Shahadat Hossain, 43 anni, era diventato una presenza ingombrante e pericolosa per la famiglia di Kamal Uddin. Al punto che — come racconta Mamoud Mamoud, rappresentante di un’associazione di bengalesi residenti a Roma — «aveva chiesto alla comunità di fare qualcosa per convincerlo a lasciar perdere la sua famiglia e non andare più a casa sua».

Ora Hossain, ufficialmente residente a Frosinone, è sparito dalla circolazione. La polizia gli sta dando la caccia ovunque. Anche con i droni: a Roma, nel Lazio. Anche fuori regione. Non può essere andato molto lontano, ma ieri l’allarme è scattato su un Frecciarossa alla stazione di Bologna per un uomo che gli assomigliava molto. Gli agenti, con i militari dell’Esercito, hanno effettuato un blitz e hanno bloccato il sospetto davanti ai passeggeri. Ma non era lui. Attorno al 43enne autore della strage di Casalotti, che molti testimoni hanno visto prima mentre tentava di uccidere il figlio di Kamal e quindi fuggire a piedi, proprio i bengalesi hanno fatto terra bruciata.