HomeCronacaFamiglia sterminata con una mannaia. Killer in fuga, era un loro amicoHa ucciso la donna, di cui era infatuato, poi la bambina e il marito della donna. Grave il secondo figlio. Poche ore prima di compiere la strage aveva ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari. .Ha ucciso la donna, di cui era infatuato, poi la bambina e il marito della donna. Grave il secondo figlio. Poche ore prima di compiere la strage aveva ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari. .Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciUn’ossessione morbosa e sanguinaria per la moglie del suo connazionale, e l’idea meditata di una strage familiare "così nessuno resta a soffrire". Shahadat Hossain, 43 anni, bangladese, fresco di permesso di soggiorno ricevuto poche ore prima per motivi umanitari, si presenta nella serata di venerdì in un appartamento di via Montiglio, periferia ovest di Roma, nel quartiere di Casalotti.
Le grida che escono poco dopo dal primo piano di quella palazzina non lasciano spazio a interpretazioni: qualcosa di orribile sta succedendo lì dentro. I vicini si affacciano, si allarmano, chiamano il 112. Quando i poliziotti varcano la soglia dell’appartamento, trovano una scena agghiacciante. Sul pavimento, tra macchie di sangue e brandelli umani, giacciono tre corpi squartati: Jahan Momotaj, 38 anni, sua figlia Islam Arowa, 8 anni, e il marito Kamal Uddin Babul, 39 anni. Per loro non c’è nulla da fare. Il quarto membro della famiglia, il figlio ventenne Amir, è ancora vivo, ma ha ferite da taglio in tutto il corpo e un grave trauma cranico. Viene trasportato d’urgenza al Gemelli, ricoverato in prognosi riservata. L’arma del delitto è ancora in casa, una mannaia, abbandonata dall’assassino tra le stanze insanguinate, come un dettaglio dimenticato nella fuga.











