Roma, 1 ottobre 2025 – Il dramma si consuma al calar della sera, quando la caccia all’uomo volge al termine e prende posto una contabilità crudele e insostenibile di vite spezzate. Una donna uccisa, suo figlio Cosimo, quindicenne morto, e l’altra figlia, sedicenne, in fin di vita. L’assassino è il marito, il padre dei ragazzi. Tutto ha inizio poco prima delle 8, ma nessuno sa davvero cosa sia accaduto nel corso dell’ennesima lite esplosa tra Elisabetta Polcino, chiamata da tutti Elisa, 49 anni, e il marito Salvatore Ocone, agricoltore di 58, con un passato in polizia. Salvatore Ocone

I due figli della coppia, 15 e 16 anni, sono già nella loro Opel Mokka nera, ferma nel cortile della villetta rurale di Contrada Frasso a Paupisi, in provincia di Benevento. Aspettano il ritorno del padre senza immaginare ciò che li attende. Salvatore però rientra in casa con un oggetto acuminato in mano, forse una pietra (o una spranga), e si dirige deciso verso la camera da letto dove Elisa sta sistemando la stanza. Senza una parola, la colpisce ripetutamente alla testa: uno, due, tre, innumerevoli colpi. Il rumore secco squarcia il silenzio. Poi esce, la maglia insanguinata, confuso e sussurrando parole incomprensibili sotto lo sguardo terrorizzato dei figli, consapevoli che la loro vita sta precipitando in un baratro da cui non usciranno più. Un filo, sottile e fragile, che si spezzerà circa dodici ore dopo dentro una campagna buia del Molise. I due figli in auto, morto il maschio, gravissima la ragazza.