Li hanno trovati in un lago di sangue, nascosti sotto a un letto. Tre cadaveri: padre, madre e la figlioletta di sei anni. Uccisi a coltellate. Un massacro, quello avvenuto ieri sera in via Montiglio (quadrante Nord della Capitale), dal quale si è salvato solo il figlio più grande della coppia. Un ragazzo rientrato a casa poco dopo la strage compiuta da un uomo originario del Bangladesh, adesso ricercato dalla polizia di Stato. «Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti», grida sconvolto il giovane sopravvissuto, ora ricoverato in ospedale. Il ragazzo è rimasto ferito nella colluttazione con il killer, ma è riuscito a sottrarsi alla sua furia omicida e a dare l’allarme scappando dall’appartamento. L’allarme è arrivato alla centrale operativa ieri sera poco dopo le 20.30. A chiamare i soccorsi sono stati diversi residenti che abitano lungo la via. «C’era questo giovane tutto insanguinato. Aveva ferite alla testa, alle mani e alle gambe. Gridava che erano tutti morti. Io ho provato a calmarlo», dice Valentina, tra le prime soccorritrici.
LA RICOSTRUZIONE Lei ha visto anche il killer fuggire. «Aveva la carnagione scura e una polo credo azzurra. Correva velocissimo, però ho notato che sulle mani aveva dei guanti», prosegue la donna che in quel momento era a spasso con il cane e la figlioletta. A quanto poi si è saputo, sarebbe stata proprio lei, insieme ad altri vicini e al ragazzo sopravvissuto, a fornire agli agenti una prima sommaria ricostruzione di quanto avvenuto nell’appartamento ieri sera. Stando proprio alle prime informazioni, dunque, l’assassino dopo aver ucciso a coltellate i due coniugi e la piccola, li avrebbe nascosti sotto al letto. Poi avrebbe iniziato a eliminare le tracce di sangue. E proprio mentre stava pulendo, è stato sorpreso dal ragazzo rientrato all’improvviso in quel momento a casa. Secondo le prime ricostruzioni, da lì è partita una violenta colluttazione tra i due che, stando a quello che hanno raccontato i residenti del quartiere, «si conoscevano». Il killer, proprio per evitare che il giovane potesse dare l’allarme, lo ha ferito più volte. Il ragazzo però è riuscito a scappare e arrivare in strada. Ed è proprio qui che è stato soccorso. Per tutta la notte sono stati attivati diversi posti di blocco nell’intero quadrante. Infatti sono state decine le pattuglie che hanno perlustrato la zona per rintracciare l’assassino, dopo che si è dato alla fuga. Sul posto, presso l’appartamento di via Montiglio, insieme agli agenti del vicino commissariato e ai poliziotti della Squadra Mobile, è intervenuta anche una squadra della polizia Scientifica per i rilievi proseguiti fino a tarda notte. Fondamentali per ricostruire la dinamica e la terribile sequenza.IL MOVENTE Gli investigatori sono ancora impegnati non solo per accertare la dinamica e la sequenza degli omicidi, ma anche per ricostruire il movente. Per quello hanno ascoltato parenti e conoscenti della famiglia che tutti descrivono come “per bene”. Tra i tanti però c’è chi parla del racket dei mini market che, «negli anni sono proliferati nella zona». Ma sono solo voci, che dovranno essere verificate. Presto verrà ascoltato ancora il figlio della coppia, l’unico sopravvissuto e diventato il testimone del massacro.










