Nuove scoperte arricchiscono il patrimonio archeologico di Santa Gada, nel territorio di Laino Borgo, dove si è conclusa la settima campagna di scavi nell’area che ospita uno dei più estesi insediamenti lucani della Calabria. Le indagini si sono concentrate nella parte centrale del pianoro, esteso per quasi 50 ettari, portando alla luce nuovi reperti che contribuiscono a ricostruire la storia dell’antico abitato.

Scoperti un altare votivo e nuovi depositi di reperti

L’attività di ricerca, condotta da circa quaranta tra dottorandi, specializzandi, laureati e laureandi provenienti dall’Università di Messina e da altri atenei italiani e stranieri, ha interessato l’area immediatamente a ovest del luogo di culto già individuato negli anni precedenti. Tra i ritrovamenti più significativi figurano un altare votivo con offerte rituali ancora al suo interno e diversi depositi di armi e strumenti di lavoro collegati alle attività agricole e boschive della comunità che abitava il sito.

Gli archeologi hanno inoltre individuato un nuovo incrocio viario e i muri perimetrali di altri tre isolati, elementi che consentono di ricostruire con maggiore precisione l’impianto urbanistico dell’antico insediamento.