Nuova campagna di scavi nell’area del Pollino: dal santuario di Artemide alle tombe ellenistiche, emerge uno dei più vasti insediamenti della valle Lao-Mercure, destinato a diventare parco archeologico e museo

È iniziata il 1 giugno la settima campagna di scavi archeologici a Laino Borgo, in località Santa Gada, a cura del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli studi di Messina, sotto la direzione del professor Fabrizio Mollo, che terminerà il 26 giugno 2026. Dopo le indagini del 2019-2025, lo scavo, effettuato in regime di concessione ministeriale (decreto 258/2025), grazie alla collaborazione della Sabap Cosenza, nella persona della dottoressa Mariangela Barbato e del Soprintendente, dottoressa Paola Aurino, interessa la parte più meridionale dell’ampio pianoro di Santa Gada.

Fari sul pianoro

Le sue dimensioni (quasi 50 ha) e la presenza di materiali e strutture in tutti i pianori ne fanno il più importante insediamento abitativo della valle del Lao-Mercure. Le stratigrafie restituiscono anche la presenza di materiale di epoca arcaica (VI-V sec. a.C.), riferibili a forme insediative ancora da definire nel dettaglio. Lo scavo dello scorso anno aveva messo in evidenza un luogo di culto dedicato ad Artemide, in vita tra VI e III sec. a.C. Quest’anno le ricerche si concentreranno in un’area centrale del pianoro, immediatamente ad ovest del luogo di culto, dove presumibilmente è un settore pubblico del centro e alla congiunzione di due strade principali. Intorno al sito, è stato indagato per la prima volta un settore della necropoli di epoca ellenistica, con tombe a cassa e cappuccina e ricchi e articolati corredi funerari. “Siamo molto felici di questa nuova campagna di scavi – ha aggiunto il sindaco di Laino Borgo Mariangelina Russo – e ovviamente in trepida attesa per i risultati che porterà alla conoscenza della nostra storia territoriale e della nostra comunità. Negli anni precedenti le importanti scoperte dell’equipe coordinata dal professor Mollo hanno posto l’attenzione degli archeologi di tutto il mondo verso questo territorio e ci auguriamo che anche quello che restituirà la prossima campagna di scavi possa essere di aiuto per focalizzare l’attenzione verso la storia che da qui è passata secoli addietro”.