Una villa di epoca romana, affacciata sul Sinus Baianus e arroccata sulla collina, è stata riportata alla luce a Bacoli, in località Scalandrone. La scoperta è avvenuta durante i lavori di somma urgenza coordinati dalla soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, dopo i cedimenti registrati dallo scorso ottobre sul promontorio.L’intervento, finanziato dal ministero della Cultura e realizzato con prefettura di Napoli, città metropolitana e Comune di Bacoli, ha riguardato un’area privata che sovrasta una delle principali vie di fuga previste dal piano di emergenza dei Campi Flegrei. Per motivi di sicurezza è stata disposta anche la chiusura parziale della strada provinciale sottostante, tra via Orazio e via Sibilla.I lavori, coordinati dalla soprintendente Paola Ricciardi con la funzionaria archeologa Simona Formola, sono stati complessi per la conformazione dell’area. Gli operatori specializzati hanno lavorato su parete, con tecniche in corda, per pulire e mettere in sicurezza le strutture in pericoloso aggetto rispetto al ciglio del promontorio.Durante l’attività sono emersi il fronte monumentale di una vasta villa romana, finora non documentata nelle carte archeologiche, ambienti terrazzati, vasche, canalizzazioni idriche, peristili, strutture in opera reticolata e pavimenti. Individuati anche elementi decorativi, frammenti pittorici e stucchi in buono stato di conservazione. Le opere appena concluse hanno previsto la collocazione di una rete di contenimento a tutela dei reperti.Un plauso è arrivato dal sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione: "Siamo un museo a cielo aperto. Dopo Baia sommersa esiste una nuova traccia su cui lavorare, insieme: Bacoli sotterranea. Un gioiello tutto da scoprire. Voglio ringraziare la soprintendente Paola Ricciardi e la funzionaria archeologa della nostra area, Simona Formola".