La nuova stagione di ricerche al Parco archeologico di Lilibeo–Marsala, uno dei complessi più significativi della Sicilia occidentale, si apre sotto il segno di una presenza scientifica di altissimo profilo: la Escuela de Estudios Árabes – Consejo Superior de Investigaciones Científicas (Eea-Csic) di Granada, tra le istituzioni europee più prestigiose nello studio delle città mediterranee tra età bizantina, islamica e normanna.

L’avvio della prima campagna di scavi del Csic a Marsala rappresenta un passaggio di grande rilievo per la ricerca archeologica siciliana, capace di proiettare il sito in una ulteriore dimensione internazionale e di rafforzarne il ruolo di laboratorio avanzato per lo studio delle trasformazioni urbane del Mediterraneo. E non è poco per una grande struttura archeologica che riserva tante novità e in cui continuano ad emergere delle bellezze archeologiche rare. L’intervento rientra nel progetto “Da Lilibeo a Marsala: archeologia dei paesaggi urbani tra epoca bizantina, islamica e normanna”, sviluppato grazie a un accordo di collaborazione con il Parco.

Il team, diretto da Angelo Castrorao Barba con la collaborazione scientifica di Filippo Pisciotta e Roberto Miccichè, ha scelto di concentrare le indagini nell’area compresa tra la chiesa di San Giovanni e viale Isonzo, individuata come la più promettente dopo un’analisi approfondita dei materiali provenienti dagli scavi degli anni Sessanta e Settanta. Proprio qui, accanto alla casa della Venatio, era emersa una consistente fase bizantina (fine VII–inizi VIII secolo) e tracce databili tra la seconda metà del X e gli inizi dell’XI secolo, epoche cruciali per la trasformazione della città da Lilybaeum a Marsa Alì, la Marsala islamica.