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Ultimo aggiornamento: 8:04

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Nasce un germoglio nelle abbandonate miniere della provincia di Agrigento. E nasce dalle generazioni che non le hanno vissute neanche nei racconti dei loro avi. Sono i più giovani, infatti, a riaprire quei posti simbolo prima di lavoro, poi di abbandono e infine di spreco. Per la miniera Ciavolotta tra Favara e Agrigento, era stato speso più di un milione di euro, quasi vent’anni fa per riprendere i fabbricati, senza un vero progetto per le visite di turisti e appassionati. Uno dei ragazzi apre invece la chiesetta di Santa Barbara, la protettrice dei minatori e dei pompieri, l’unico posto che per la sua sacralità è rimasto intatto. Le stanze che dovevano accogliere i turisti, invece, hanno visto solo l’arrivo di piccioni che negli anni hanno quasi distrutto tutto. Gli studenti dell’istituto “Enrico Fermi” di Aragona hanno adottato la miniera, hanno ripulito i locali e, dopo aver studiato, hanno accolto i visitatori all’interno dei locali che un tempo erano dei minatori e che poi sono state abbandonate, vista la mancanza di progettualità. “Il patrimonio svelato”, progetto dell’università di Palermo, scuola di specializzazione in Beni Archeologici, ha proprio questo obiettivo: riprendere quei patrimoni che sono stati abbandonati negli anni e che invece dovrebbero avere un futuro diverso.