“Siamo in un paradosso: mentre la tecnologia galoppa con l’IA, ci troviamo in difficoltà davanti a cose che per i nostri antenati erano la normalità. Infatti, ora che tutto funziona elettricamente, nel momento in cui ci sono black out la faccenda prende una piega negativa. Soprattutto visto che da noi manca una cultura dell’emergenza che invece è molto viva nel mondo anglosassone”. Alessandro Ronca, autore di Vivere senza bollette (Terranuova) e fondatore del Parco dell’Energia Rinnovabile, centro di ricerca e struttura del tutto autosufficiente, spiega cosa fare e cosa avere nel caso dovesse mancare l’energia, soprattutto in contesti climatici che aggravano la situazione.
Qual è la cosa più urgente in caso di black out?
Non troppo paradossalmente, averlo pianificato prima. Se manca la pianificazione, infatti, gli eventi vengono vissuti come un enorme disagio. Inoltre, si rischia di fare le cose sbagliate, come quando le persone prima di scappare da una casa in fiamme portano via le cose da mangiare. Una regola base che suggerisco è decidere prima dove ci si incontrerà con i propri familiari nel caso la comunicazione salti. Inoltre dobbiamo tenere a mente la famosa “regola del tre” che è l’ABC dell’emergenza. Saperla è molto importante.














