di

Roberto Pezzali

Al contrario di quello che pensano molti il problema dei blackout non è l'eccessiva richiesta di corrente ma la rete elettrica vecchia e fragile, con pezzi di cavo giuntati tra loro. Giunti che, con il calore, saltano e portano a cortocircuiti localizzati.

Ogni anno, puntuali come le ondate di calore, tornano i blackout localizzati: quartieri senza corrente per ore scatenano ondate di proteste sui social di cittadini furibondi contro le istituzioni, l’Enel (è sempre colpa dell’Enel) e contro chi tiene accesi i condizionatori tutto il giorno. Perché alla fine, nella testa di molta gente, il blackout estivo è colpa del fatto che c’è troppa richiesta di energia e la “rete” non ce la fa quindi “saltano i fusibili”.

Ovviamente, lo precisiamo subito, la colpa dei blackout non è dovuta alla scarsità di corrente, ma semplicemente ad un problema strutturale molto più vecchio, vecchio quanto una rete elettrica, quella italiana, che con il caldo soffre e può anche collassare. Un problema che, come vedremo sotto, non ha molte soluzioni e che a tendere potrebbe anche peggiorare, perché non ci sono troppi rimedi contro l’invecchiamento se non la diagnosi anticipata. Quando salta la luce in un intero quartiere il pattern è sempre lo stesso: dopo qualche ora un cantiere che spunta all'improvviso nella zona, viene fatto un buco di un metro, viene tagliato un pezzo di cavo “giuntato” che si è bruciato e viene fatto un nuovo giunto, anzi due giunti, uno per parte. A quel punto la corrente torna a scorrere sul cavo e il quartiere torna ad avere la luce.Il problema dei giunti che saltano